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Da Wikipedia :

Il riflesso condizionato o Riflesso Pavloviano, dal nome dello scienziato russo Ivan Pavlov che elaborò il concetto agli inizi del Novecento nell’ambito degli studi sul comportamento, è la risposta che il soggetto dà al presentarsi di uno stimolo condizionante.

Come può essere applicato alle arti marziali?
I riflessi  sono delle risposte involontaria ad uno stimolo, quante volte vi sarà successo che vi ripariate da un evento improvviso alzando il braccio o chiudendo gli occhi: un comando involontario, incondizionato, che il vostro cervello invia in tempi estremamente rapidi per soddisfare un bisogno primario di difesa..

Parrà strano, ma questi riflessi possono essere istruiti ad una reazione; questo fu l’esperimento condotto da uno scenziato russo ( Ivan Pavlov ) nei primi del ‘900: egli suonava una campanella ogni volta che forniva cibo ad un cane. La ripetizione continua dell’esercizio per numerose volte, fece si che istintivamente ogni qual volta il cane sentiva la campanella salivava automaticamente ed in maniera incontrollata, poiché associava il suono della campanella alla presentazione del cibo.

Questo esperimento ci permette di capire che è possibile addestrare il corpo ad una reazione in presenza di uno stimolo.. Nel caso di un aggressione, ad esempio, possiamo diminuire il nostro tempo di reazione utilizzando i riflessi condizionati. Ma come devono essere allenati?

Facciamo un esercizio molto semplice: ripetiamo il medesimo movimento un centinaio di volte (in realtà l’esercizio durerà 101 “ripetizioni”, poi vedremo il perchè)..  per 100 volte l’aggressore effettuerà un attacco diretto al volto del praticante: la reazione da esercitare sarà pertanto di 100 volte pak sao … Orbene, la 101a volta, con lo stesso ritmo e la stessa impostazione del corpo, senza dar differenti impressioni al praticante, l’aggressore effettui uno schiaffo molto aggressivo. Il praticante, abituato ad un esercizio ripetitivo, tenterà di effettuare la stessa tecnica esercitata prima, ma “errando” la risposta.

Questo semplice esercizio ci da due diverse indicazioni:

  • il primo è che possiamo allenare tramite la ripetizione continua e costante i riflessi condizionati
  • il secondo che è necessario studiare un metodo di condizionamento dei riflessi in maniera tale di avere una risposta quanto più utile possibile ad un cambio repentino (ed adattabile a qualsiasi situazione).

In passato, nella pratica del Wing Tsun lineage Leung Ting (ci riferiamo agli anni ’90) era in voga la cosiddetta “soluzione universale”, ovvero una reazione “prefissata” che era la combinazione di tre tecniche fondamentali:

  • passo a freccia (Jin Bo 箭步 )
  • calcio frontale (Jing Chung Gerk 正衝脚 )
  • pugni a catena (Lin Wan Kuen 连环拳 )

Questo è un ottimo punto di partenza e serve per combattere la propria paura interiore allo scontro, ma poi ci sono da considerare anche fattori, quali la preparazione e le dimensioni della persona che si ha di fronte!
Negli ultimi anni si affronta lo studio dell’allenamento alle reazioni condizionate, preferibilmente utilizzando l’equivalente delle schivate o delle uscite laterale della boxe, ovvero uscire lateralmente (come ad esempio un uscita in Gin Ma 轉馬 ) segno che i tempi e la conoscenza di questo stile si sta evolvendo verso una maggiore conoscenza delle tecniche una volta riservate solo ad una lista di pochi eletti.