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Il termine Chi Sao (黐手, Lingua cantonese chi sauMandarino standard chǐshǒu), significa in italiano mani appiccicose e si riferisce a mio parere ad uno degli esercizi più importanti nella pratica dello stile di kung-fu Wing Chun. Attenzione: ho scritto uno fra i più importanti – non l’unico – da molti considerato il “cuore dello stile”.
Il ChiSao  consente di sviluppare una reattività tattile immediata ed istintiva in risposta all’azione dell’avversario, ma richiede una pratica assidua e costante al fine di trasformare le reazioni codificate nei set in azioni istintive e naturali create dall’abitudini (leggi questo mio articolo sulle reazioni condizionate in cui parlo dell’esperimento di Pavlov e la sua applicabilità nelle arti marziali)

Il principio del ChiSao

Uno dei principi del WingTsun è quello di non concedere mai spazio all’avversario, il che si traduce in pratica nel cercare sempre il contatto con l’avversaio: avendo gli arti dell’avversario a contatto con i propri, è possibile percepirne forza e direzione del movimento(pensate ad un vettore matematico), e di conseguenza applicare gli altri principi e contrattaccare immediatamente.
Per sviluppare la necessaria sensibilità serve proprio l’esercizio del Chi Sao, che deve essere praticato con continuità per permette di rendere i movimenti di risposta un processo non ragionato più veloce ed efficaci rispetto ad una risposta ragionata (articolo sulle reazioni condizionate).

La pratica del ChiSao : consigli

La pratica si può svolgere solo in due (non inventatevi strumenti “di tortura”) ed è necessario scegliere un parter quanto più simile come altezza per lo studio di base;  in seguito è importante invece esercitarsi con il maggior numero di praticanti possibile, per comprovare che alcune “varianti” non possono funzionare con persone con arti più lunghi o molto più alti o pesanti per la vostra corporatura.

Lo studio si inizia con una sola mano (daan chi sao) specularmente (destra contro sinistra); nel caso si usi lo stesso braccio (destro su destro o sinistro su sinistro), il set di tecniche è inferiore (e prende il nome di choi sao – daan chi sao incrociato). Vanno analizzati in questo ambito le pressioni di base e principalmente lineari.

Il secondo passaggio obbligatorio è il “poon woon sao“, esercizio di rotazione delle braccia, step per riuscire ad essere comandati (in questo caso l’italiano non aiuta, ma rende bene l’idea) nella giusta sequenza, pressione e tempistica. Dopo una buona pratica, si passerà ai set di chi sao. Un buon consiglio è di esercitarsi bene in questo tratto di percorso marziale: darà la vostra solida base per un buon chisao.

I set di tecniche del Chi Sao : le “sezioni”

L’idea di praticare Chi Sao in maniera continuativa passando da una tipologia di attacco ad un altra, è una pratica che richiede una base molto solida e ben approfondita. A livello didattico sono previste delle sequenze di esercizi prestabilite (i cosiddetti cicli, drill) più comunemente chiamate “sezioni” -in quanto sezionano una moltitudine di possibilità, il movimento completo – . Nel Chi Sao flessibilità e sensibilità sono indispensabili sia per acquisire i principi di questa pratica sia per l’efficacia delle tecniche. Nel Wing Chun si vuole essere come l’acqua, mentre si cede da una parte si entra da un’altra, cercando continuamente una fenditura scoperta da “riempire”.
Le tecniche si acquisiscono con la pratica, i concetti con la mente: non ci sono tempi prestabiliti, ed ognuno ha un suo tempo di ricezione delle nozioni che debbono passare i singoli set di tecniche.

Chi Sao : la pratica diversificata

L’esercizio del Chisao può essere eseguito in diversi modi:

  • versione didattica, con lo studio della sequenza e delle varianti
  • versione “enfatizzante”, in cui si enfatizza un singolo movimento, tipologia di reazione o di utilizzo di alcune peculiarità del wingtsun (ad esempio l’effetto molla, o la reattività)
  • versione “bendati”: pur essendo una versione “enfatizzante”, in cui si da maggior rilievo alla sensibilità tattile, la pratica bendata a mio parere va tenuta in particolare attenzione
  • versione “libero” : una forma di mix di tutte le diverse sezioni cercando di non scadere nello sparring a mio parere è molto utile per l’automiglioramento. 

Chi Sao Sparring?

È bene specificare che il Chi Sao non è combattimento. Esso è un esercizio.
Le tecniche del Chi Sao saranno poi utili nello scontro reale ma comunque anche quando effettuato liberamente il Chi Sao non vuole essere uno scontro reale e totale.
Esso ha un puro scopo esercitativo, talvolta didattico o comunque di abilità limitata al Chi Sao stesso e ai princìpi ad esso relativi e deve essere preso come tale, anche quando si pratica con caschetti e corpetti.