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Il Pak Sao (拍手) o mano “che schiaffeggia” è una tecnica basilare insegnata fin dal principio in un corso di Wing Tsun.

Come spesso accade, gli studenti si dividono in due gruppi: quelli che sopravvalutano la tecnica (mettendola un po’ dappertutto) e quelli che invece la sottovalutano (prediligendo altre tecniche ritenuti più efficaci come il Lap Sao (拉手)  o il Jat Sao(窒手)).

Nel nostro sistema, la tecnica deve sempre essere interpretata come un momento nell’azione e non estrapolata in quanto fine a sé stessa.
Cosa significa questo? 
Facciamo un esempio: Immaginate di tirare un pugno durante uno sparring; durante il suo tragitto verso il bersaglio, qualcosa (un intuizione, un colpo d’occhio, l’esperienza) vi farà capire di dover cambiare all’ultimo momento strategia. Ecco allora che l’atteggiamento di quel braccio (aggressivo per natura in direzione dell’avversario) si rivolgerà verso l’arto dell’avversario proteso verso avanti, deviandolo, spostandolo, dandogli una sensazione di shock.

Il Pak Sao, al pari di tutte le altre tecniche, va allenato ed evoluto con la pratica costante. Secondo il mio pensiero ed interpretazione personale, trovo che esistano tre stadi nello studio della tecnica:

  • Il primo stadio: Quando l’allievo non ha ancora iniziato lo studio delle sezioni di Chi Sao ed è quindi limitato alla sola pratica del Lat Sao (甩手 – combattimento alla distanza) e deve essere inteso come una variazione di velocità o un “controtempo” rispetto al timing imposto dalla pratica con l’avversario
  • Il secondo stadio: Quando lo studente inizia la pratica delle sezioni di Chi Sao ed inizia ad intravedere il Pak Sao come un momento dell’azione, e quindi a inserirlo come una parte del movimento
  • Il terzo stadio: Quando grazie alla pratica della terza forma (鏢指 – Biu Tze ) e alla forma del pupazzo di legno (木人樁  – Muk Yan Chong ), in cui il Pak Sao viene usato come punto finale della catena cinetica -in presenza o assenza della mano- (lo shock può essere corrisposto anche con parte della mano o del braccio)

In qualsiasi caso, pur ritenendo la tecnica del Pak Sao importante, essa deve essere inglobata nella pratica rituale dello studente ma sempre osservata nel suo complesso (come già detto) come un momento dell’azione; la sua importanza durante lo sparring deve iniziare e finire col momento dell’azione.

Il primo pugno uccide, il primo pugno non uccide
(vecchio detto in usa fra i praticanti di Wing Tsun)