Seleziona una pagina

Qual’è il segreto del Wing Tsun Kung Fu? Nessuna tecnica segreta, nessuna pergamena antica o misteriosa alchimia orientale! Il Wing Tsun (come molte altre cose nella vita) ha un solo segreto: impegno e costanza. La dedizione allo studio e all’apprendimento della tecnica con un allenamento continuativo permette un miglioramento graduale e (spesso) inaspettato.wing-chun-donne

Durante la lezione faccio spesso una battuta: Chiedo quali siano i tre segreti “di Fatima” del Wing Tsun, e poi rispondo: “La Pratica, La Pratica, La Pratica”. Di fatto è così: Praticare e mettere in pratica, coadiuvati da insegnanti capaci e che facciano vedere un altro punto di vista su ogni movimento e su ogni tecnica è un buon modo di migliorarsi costantemente divertendosi.

Qui aggiungo due concetti:

Il primo è che il piacere di praticare il Wing Tsun Kung Fu deve nascere dal piacere di imparare e di mettersi in gioco. Svuotati da preconcetti è necessario concentrarsi esclusivamente nell’apprendimento. Spesso si ha un punto di vista critico nell’esercizio proposto. Io condivido l’obiettivo comune di ragionare con la propria testa e di poter contribuire con il proprio parere, ma molto spesso questo sfocia soltanto in un atteggiamento controproducente.

punti-di-vista-arti-marziali-kung-fu

Ciò accade perché la tecnica viene vista come fine a sé stessa e non si capisce che magari si ha semplicemente un interpretazione diversa della stessa cosa, così come accade per due persone che guardando un 6 o un 9 disegnato per terra. Un equilibrio fra senso critico e fiducia nel proprio insegnante è la qualità necessaria per apprendere il Sistema. Resta il fatto che l’importanza maggiore deve essere la pratica costante piuttosto che la sterile discussione. D’altronde il Kung Fu stesso (parola che significa proprio “duro lavoro”) è un arte marziale che si basa principalmente proprio sull’idea di pratica costante piuttosto che sul Wude (la filosofia etico-morale legata alle arti marziale cinesi).

ragazza-felice-pratica-wing-tsun

Il secondo concetto è che un allievo deve imparare ad essere per prima cosa l’insegnante di sé stesso. Proprio come l’insegnante non deve mai scordare di essere un allievo e deve ricordarsi il piacere di mettersi in dubbio.
Concludo dicendo che un insegnante deve provare piacere nell’insegnamento e divertirsi anch’egli nel trasmettere le nozioni. Gli allievi percepiscono la cosa, spingendosi ad apprendere e progredire insieme. E’ bello insegnare ed è bello imparare: Le due cose vanno di pari passo e devono essere entrambe praticate in libertà e nel pieno rispetto dei propri ruoli… Anche se questo non è sempre facile!

Personalmente apprezzo molto quando nasce un motivo di confronto su una tecnica, un programma o una semplice curiosità sul Wing Tsun; un occhio critico è sempre apprezzato nelle nostre palestre, ma quello che mi sento di consigliare a tutti è  prima di tutto che bisogna praticare la nostra bellissima arte marziale!

Francesco